Entrano in vigore aggiornamenti al D.M. 145/2011

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Set 15, 2011 Commenti disabilitati su Entrano in vigore aggiornamenti al D.M. 145/2011 Stefano Polastri

Il nuovo istituto della mediazione civile e commerciale è sempre in fase di evoluzione e aggiornamento per venire incontro all’esigenza di giustizia del cittadino. A distanza di pochi giorni dalla pubblicazione del D.M. 145/2011, è stata approvata in via definitiva dalla Camera un’importante modifica del D.Lgs. 28 del 2011.

Infatti il maxiemendamento alla manovra finanziaria di ferragosto, presentato dal Governo ed approvato con la fiducia dal Senato, recita all’art. 35 sexies: “All’articolo 8, comma 5, del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Il giudice condanna la parte costituita che, nei casi previsti dall’articolo 5, non ha partecipato al procedimento senza giustificato motivo, al versamento all’entrata del bilancio dello Stato di una somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio».

Quindi, nelle materie in cui il tentativo di mediazione è previsto come condizione di procedibilità dell’azione, la parte che non si dovesse presentare davanti al mediatore senza giustificato motivo, in sede di giudizio verrà “sanzionata” con il pagamento di una somma pari al contributo unificato.

Il testo della norma – continua Polastri – non lascia spazio al libero apprezzamento del giudice se non nella valutazione della sussistenza o meno di un giustificato motivo. Alcuni stanno sollevando il dubbio se la norma sarà estesa anche alle controversie su sinistri stradali e condominio, comprese nei casi di cui all’art. 5 del d.lgs. 28, ma la cui obbligatorietà è stata “congelata” fino al marzo 2012. Credo onestamente che la ratio della norma vada intesa nel sollecitare la parte convenuta a presentarsi davanti al mediatore nel casi già obbligatori e che prevederla anche per i sinistri stradali e  per le liti condominiali sia logico.

L’introduzione di questa norma in aggiunta alla “obbligatorietà” di cui all’art. 5 del d.lgs. n. 28/2010, rafforza in maniera concreta l’azione e l’idea per cui è stata introdotta la mediazione: le due parti devo concorrere ambedue alla ricerca di un accordo.