I REFERENDUM 2011 SECONDO ME

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Giu 5, 2011 Commenti disabilitati su I REFERENDUM 2011 SECONDO ME Stefano Polastri
LEGITTIMO IMPEDIMENTO
I motivi del NO all’abrogazione del principio del c.d. “Legittimo impedimento”, sono ovvi considerando che la legge, che il quesito referendario popolare vuole abrogare, è stata approvata su proposta dei Gruppi Parlamentari del PDL. Il PDL è un partito politico che crede nel garantismo individuale, cioè ogni cittadino è innocente fino al giustizio passato in giudicato, inoltre riteniamo che l’attuale contrapposizione politica in Italia abbia coinvolto la Magistratura.
Una democrazia si regge sul principio costituzionale e sostanziale di divisione ed indipendenza dei poteri, cioè nessun potere può condizionarne un altro, tranne nei casi previsti dalla Costituzione Italiana. Il potere legislativo può condizionare il Paese con le leggi, il potere esecutivo può condizionare il Paese con atti di indirizzo e controllo amministrativo e la magistratura può condizionare il Paese nell’applicazione della legge, ripristinando il diritto con sentenza per un fatto o atto contrario alla legge.
La legge sul c.d. “Legittimo impedimento” aiuta il potere esecutivo nel restare autonomo da quello giusdiziario fino alla sua permanenza in carica, che tutti noi sappiamo si conclude con un giudizio sovrano, il voto popolare.
Se i Governi dovessero cadere per una indagine giudiziaria, che condiziona il voto popolare, senza una sentenza passata in giudicato, in Italia avremmo il potere giudiziario centrale nel Paese, superiore anche al voto popolare.
In sintesi nessuno cittadino avrà la possibilità di sentirsi garantito difronte la violazione del primo articolo della nostra Costituzione “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.
ACQUA:

Personalmente ribadisco che “L’acqua, un bene universale che resterà sempre pubblico ma gestito in maniera efficace senza sprechi assurdi dovuti alla scarsissima manutenzione attuale, utilizzata solo come carrozzone politico di rimpiazzo e riciclo”.
“La strumentalizzazione vergognosa da parte della sinistra su questo argomento è di facilissima e immediata intuizione, riorganizzando questo ambito significa sgretolare il grande bacino di clientelismo che gravita attorno a municipalizzate e enti colonizzati da anni e anni da personaggi riciclati e per nulla competenti in materia. Tutto ciò mentre si disquisisce su un problema inesistente senza preoccuparsi della qualità dell’acqua destinata alle famiglie e delle deroghe alle caratteristiche di qualità che molte regioni, come la Toscana, la Puglia e il Lazio chiedono perché non in grado di rispettare i parametri di legge”, come disse lo storico e politico Gaetano Salvemini “l’acquedotto ha dato più da mangiare che da bere”.

Va detto chiaramente: la legge della quale ci si lamenta e che si definisce “privatizzazione dell’acqua”, contiene questo comma:

1. Tutte le forme di affidamento della gestione del servizio idrico integrato di cui all’articolo 23-bis del decreto-legge 112 del 2008, convertito dalla legge 133, del 2008, devono avvenire nel rispetto dei principi di autonomia gestionale del soggetto gestore e di piena ed esclusiva proprietà pubblica delle risorse idriche, il cui governo spetta esclusivamente alle istituzioni pubbliche, in particolare in ordine alla qualità e prezzo del servizio, in conformità a quanto previsto dal decreto legislativo 152 del 2006,garantendo il diritto alla universalità ed accessibilità del servizio.
NUCLEARE

“E’ più che mai necessaria una nuova cultura ambientale ed energetica che guardi davvero al futuro e che dica ‘Basta’ alle menzogne ideologiche di Verdi, Sinistra radicale e IdV che – come per la riforma dei servizi pubblici locali – fino ad oggi hanno solo falsificato, manipolato, speculato e disinformato”.

“Il ritorno al nucleare garantisce al tempo stesso l’indipendenza energetica dall’estero, la riduzione delle emissioni di Co2 e un significativo abbattimento del costo dell’energia. Sollevare paure ingiustificate nei cittadini e’ un freno alla liberta’. Per di più, la politica del “No a prescindere” è una politica contro una realtà in cui la globalizzazione, gli scenari mondiali politico-economici e la grande velocità di cambiamento richiedono decisioni chiare e nette da prendere in tempi ragionevolmente brevi”.

“Nel nostro Paese, il tema del nucleare e’ stato inquinato da decenni di menzogne che negli anni si sono stratificate e consolidate in maniera preoccupante: le bugie ripetute sono diventate verità.

Anche in considerazione del disastro nucleare in Giappone è necessario un momento di riflessione per valutare eventuali nuove tecnologie legate al nucleare necessariamente più sicure.
Nell’ambito della libertà di voto, credo sia meglio non andare a votare

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