18/07/2014. POLASTRI (FI). NO ALLE PREFERENZE

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Lug 18, 2014 Commenti disabilitati su 18/07/2014. POLASTRI (FI). NO ALLE PREFERENZE Stefano Polastri

“Voglio inserirmi, con modestia, nella discussione in merito alla nuova legge elettorale e in particolare sul tema della reintroduzione o meno delle “preferenze” portando  la mia esperienza personale sul campo di oramai 3 campagne elettorali comunali.

L’opportunità di non reintrodurre le preferenze personali, ruotano tutti intorno alla duplicazione dei costi delle campagne elettorali e dell’esposizione alla corruttela. I costi della politica vanno tagliati, non aumentati. E con le preferenze si è infatti in competizione non solo con i candidati degli altri partiti, ma anche e soprattutto con i candidati della stessa compagine, tra i quali si innescherebbero guerre di fazione svantaggiose in una competizione politica, pur forse necessarie a livelli differenti. E’ un fatto conclamato che le campagne elettorali più spendaccione al mondo siano quelle con le preferenze: basti guardare ai Consigli Regionali e a come vengono gestiti i fondi pubblici riservati ai gruppi politici consiliari.

Non si risolve il problema per cui sono sempre e comunque i partiti a decidere chi corre e chi no. Come con qualunque altra legge elettorale possibile, sono infatti pur sempre i partiti a decidere chi candidare. Ed è giusto che sia così, peraltro. E questo capita con o senza preferenze. Dunque le preferenze non risolvono il problema del “decide il capo partito”, perché è sempre e comunque la segreteria di riferimento del territorio a decidere e valutare.

Infatti, è il partito che porta voti ai candidati, di fatto rendendo la competizione interna molto cara, altrettanto finta e inutile, perché passa sempre e solo il candidato che i pezzi da novanta locali indicano esplicitamente. Salvo poi essere, l’eletto, schiavo di chi lo avrà fatto eleggere. Pare francamente uno schema medievale, per nulla meritocratico, baronale, che impedisce agli outsider di emergere con volti e proposte nuove.

Le preferenze, inoltre, producono i comitati d’affari (che pagano, o offrono, le campagne elettorali) e i comitati criminali (che sostengono un candidato a suon di preferenze, obbligandolo poi a sdebitarsi una volta eletto). L’Italia è piena di casi simili, sfociati innumerevoli volte in inchieste giudiziarie anche altisonanti. E’ incredibile che la politica abbia bisogno di questo.

Con le preferenze (non sempre) vengono precluse talvolta alcune opportunità a giovani e a chi non può permettersi una campagna elettorale. Come fa un giovane brillante, promettente, ma che non abbia chi gli paghi una rischiosa e costosa propaganda, a candidarsi con qualche speranza di vittoria?

Lo dico io, 3 campagne elettorali comunali sulle spalle, con fondi presi dai miei risparmi ho calcolato, a spanne, che per ognuna di esse ho contribuito con uno stipendio di un mese di lavoro, non mi sembra per nulla poco,, per chi mette a disposizione tempo, risorse e impegno per dare voce alla propria comunità per necessità e non per privilegio..

La cosa più grave è che con le preferenze aumenterebbe il potere di ricatto di chi è stato eletto nei confronti del proprio gruppo parlamentare, balcanizzando (l’eletto) il Parlamento, rendendo il gruppo di fatto difficilmente governabile. “Io ho 100mila preferenze, della disciplina di gruppo me ne frego”: è una dichiarazione emersa più volte dalle cronache politiche. Forse varrà sui livelli istituzionali più bassi, dove i cittadini hanno necessità di vedersi rappresentati direttamente sul territorio in cui vivono tutti i giorni.

In definitiva, la soluzione che ritengo migliore è avere collegi elettorali ristretti così da “obbligare” le segreterie a candidare certamente il miglior volto possibile che con stima è onesta sia apprezzato. Non dobbiamo permettere che la politica sia solamente appannaggio dei ricchi, vogliamo una politica onesta fatta di persone oneste”.

 

Stefano Polastri

Consigliere Comunale per FORZA ITALIA a Piossasco (TO)