MEDIAZIONE CIVILE: INCIDENTI STRADALI, ISTRUZIONI PER L’USO

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Mar 24, 2012 Commenti disabilitati su MEDIAZIONE CIVILE: INCIDENTI STRADALI, ISTRUZIONI PER L’USO Stefano Polastri

incidentestradalePrima del 21 marzo, nel momento in cui si verificava un incidente, il  guidatore chiedeva di essere risarcito dalla compagnia assicurativa. Se la somma ottenuta non era ritenuta congrua al danno subito, questo poteva anche rivolgersi al giudice. Ora, con l’obbligo di mediazione, per aprire un contenzioso con l’assicurazione, il guidatore deve rivolgersi a un organismo di mediazione riconosciuto dal ministero della Giustizia. Una volta accolta la domanda, la questione viene affidata a un mediatore.

I litiganti vengono invitati a incontrarsi entro 15 giorni dalla presentazione dell’istanza. Nel caso in cui la controparte rifiuti la convocazione, dovrà esporre al giudice in tribunale le motivazioni del rifiuto. Qualora il rifiuto si rivelasse infondato, sono previste sanzioni certe.

A questo punto sono possibili due soluzioni:

  • o le parti trovano una soluzione amichevole, 
  • o il mediatore fa una proposta per risolvere la questione

Le trattative tre la parti possono durare al massimo 4 mesi. Nel caso di accordo, l’intesa viene omologata da un giudice e diventa esecutiva. Nel caso in cui, invece, non si riesca ad arrivare ad un’intesa, diventa inevitabile rivolgersi alla giustizia ordinaria. In questo caso la sentenza corrisponde alla proposta e le spese del processo saranno a carico di chi ha rifiutato.

La spesa per l’avvio del procedimento a carico dell’automobilista è di 40 euro. È poi previsto un esborso crescente per ciascuna parte a seconda del valore delle controversie.

Le discussioni sulla mediazione obbligatoria, però, non sembrano essere finite qui. Gli avvocati, infatti, ritengono che la disciplina che introduce l’obbligatorietà della mediazione non debba essere applicata perché in contrasto con l’articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Non resta che attendere i prossimi mesi in cui la Corte costituzionale si pronuncerà sulla legittimità della regola.